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Published by Cornel Caba on 14 October 2026
NetApp Insight 2026: storage ONTAP collegato a GPU, Nutanix e VMware e ripristino dopo un ransomware

A Las Vegas, durante Insight 2026, NetApp ha mostrato dove vuole portare la sua piattaforma dati nei prossimi anni. I filoni sono due: far arrivare i dati alle GPU abbastanza in fretta da non lasciarle ferme e rendere più semplice ripartire dopo un ransomware o un fermo. Gran parte degli annunci, ripresi da ICT Business il 7 ottobre, riguarda i grandi data center AI. Alcuni però toccano da vicino anche le PMI che seguiamo ogni giorno, in particolare su Nutanix, disaster recovery di VMware e ripristino dei dati dopo un attacco.

Il problema: GPU che aspettano i dati

Con uno storage tradizionale, sostiene NetApp, l’utilizzo delle GPU può scendere sotto il 30%. Le schede ci sono, ma passano gran parte del tempo in attesa. Un’indagine del vendor sui propri clienti indica quattro motivi per cui tanti progetti AI restano fermi alla fase di prova: storage frammentato ereditato da architetture datate, dati copiati e trasformati di continuo per portarli nei data lake, troppe console da tenere d’occhio e regole di sicurezza e governance pensate per ritmi molto più lenti di quelli degli agenti AI.

Novus, ONTAP per chi lavora con decine di migliaia di GPU

L’annuncio più grosso si chiama Novus. È uno storage basato su ONTAP destinato a chi fornisce infrastrutture AI: arriva a 100 TB/s di throughput (circa 2 GB/s per GPU), regge fino a 50.000 GPU e ha un file system che può crescere fino a un zettabyte. Più cluster ONTAP vengono visti come un unico spazio. I metadati li gestisce un livello di controllo separato, Data Director, mentre le GPU leggono i dati direttamente da dove si trovano. Usa protocolli standard, quindi sui server del cliente non va installato nulla. Roberto Patano, field CTO di NetApp Italia, ha ricordato che ONTAP ha 34 anni e “continua a evolvere”. Oggi Novus interessa soprattutto hyperscaler e chi addestra modelli linguistici; il namespace unico potrebbe tornare utile, più avanti, anche a chi ha archivi storici molto grandi.

AI Data Engine esce dall’appliance

Per un’azienda “normale” è più interessante AI Data Engine, sviluppato insieme a NVIDIA. Prepara i dati non strutturati per l’inferenza lasciandoli dove sono: indicizza e classifica i metadati, applica le policy di conformità, maschera i dati sensibili e conserva i permessi originali. Finora era un’appliance, adesso è solo software. Si installa on-premise su Linux o anche su una singola VM, lavora con storage di altri produttori, legge repository NFS, SMB e S3 e si gestisce dalla NetApp Console.

Dati in Europa e una console sola

Keystone Sovereign è la versione del servizio storage-as-a-service di NetApp che tiene in Europa dati, log, backup e telemetria, con assistenza fornita da personale che lavora nell’UE. Arriva poi una nuova console on-premise, erede di Active IQ Unified Manager, che gestisce insieme ONTAP, StorageGRID ed E-Series e funziona anche in ambienti air-gapped, senza alcun collegamento verso l’esterno.

Le novità che servono a una PMI

Per le aziende che seguiamo il punto più interessante è Nutanix. L’integrazione tra ONTAP e Nutanix Cloud Infrastructure ora è disponibile per tutti, e i servizi dati ONTAP si comportano allo stesso modo su Nutanix, su VMware o con i container. Patano l’ha definito un passaggio importante, e lo è: dopo il cambio di licenze deciso da Broadcom molte PMI stanno valutando un’alternativa a VMware, e poterla adottare senza rifare anche lo storage cambia parecchio i conti.

Chi invece resta su VMware può contare su Protect VMware, arrivato con l’acquisizione di JetStream. Permette disaster recovery e migrazione degli ambienti VMware verso il cloud o verso quasi qualsiasi storage, con ripristino anche su servizi come Azure NetApp Files.

Sul fronte ransomware NetApp ha collegato la protezione integrata in ONTAP ai flussi di ripristino di Commvault. Dalla console di Commvault si recuperano copie Snapshot, SnapMirror e SnapLock partendo da punti di ripristino già verificati e da copie immutabili. In pratica si riduce il rischio di rimettere in produzione dati ancora infetti, che è la preoccupazione principale quando si riparte dopo un attacco.

Ultimo tassello il cloud: ONTAP ora gira in modo nativo anche su Oracle Cloud Infrastructure. NetApp sostiene di essere l’unico produttore con soluzioni integrate in tutti i principali hyperscaler, e per chi lavora in cloud ibrido questo significa più libertà di scelta.

Componenti: meglio non aspettare

Davide Marini, country manager di NetApp Italia, ha chiuso un anno fiscale 2026 molto positivo: in Italia l’azienda cresce più del mercato storage da sei trimestri di fila. Ha però avvisato che, secondo i fornitori, aumenti di prezzo e ritardi nelle consegne dei componenti andranno avanti almeno fino al 2028. NetApp risponde con stime più precise dei tempi di consegna, tempi garantiti e il riuso dei sistemi già installati per i carichi meno pesanti. Per chi ha in programma di rinnovare lo storage conviene muoversi con qualche mese di anticipo.

dnAssist è partner NetApp da anni e lavora con le PMI dell’Emilia-Romagna su progettazione dello storage, valutazione delle alternative a VMware e piani di backup e disaster recovery che permettono di ripartire da dati puliti. Se state pensando a un rinnovo dello storage o a una migrazione dell’ambiente virtuale, contattateci: ne parliamo volentieri.

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